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Il fanciullo dal cuore di lupo

Il fanciullo dal cuore di lupo

La guerra in Cecenia vista attraverso gli occhi della giornalista norvegese Åsne Seierstad, già autrice de "Il libraio di Kabul". I due conflitti, la farsa della ricostruzione e il dramma dei reduci

Una mattina, di punto in bianco, mi ero decisa. Dovevo andarci, dovevo vedere con i miei occhi. Poi, altrettanto rapidamente, avevo allontanato da me il pensiero. Non riuscivo a immaginarmi in guerra. Chi ci riesce? La guerra è qualcosa di lontano, un luogo diverso da dove si è e da dove si dovrebbe essere. Ma rimanere a Mosca significava ridursi a vivere in una nebbia fitta, in cui era impossibile orientarsi. E allora il "vado, non vado, vado, non vado" si era risolto in un "vado" subito seguito dall'interrogativo "come si fa ad andare in guerra?". Non era semplice partire: i voli civili erano sospesi, treni neanche a parlarne, e le strade erano chiuse ... eppure c'era qualcuno che in guerra ci andava, che ci doveva andare: i militari. Forse potevo unirmi a loro?

Racconta così Åsne Seierstad la sua decisione di andare in Cecenia, durante la prima guerra russo-cecena. Il fanciullo dal cuore di lupo è un reportage intenso che analizza la questione cecena nelle sue varie componenti: i due conflitti, le torture negli edifici governativi, le sparizioni, la farsa della ricostruzione di Grozny e il culto della personalità di Kadyrov. Il pregio del libro è dato dalla varietà di prospettive da cui la Seierstad ha potuto osservare: come reporter di guerra durante il primo conflitto quando i giornalisti potevano andare a caccia di autorità politiche e capi della guerriglia - Dudaev, Maschadov, Salman Raduev sono stati interlocutori della scrittrice norvegese - come "clandestina" travestita sotto falso nome, abitando presso famiglie cecene; come giornalista accreditata ufficialmente per testimoniare le meraviglie della ricostruzione e intervistare il neo-presidente Ramzan Kadyrov.

Tre capitoli sono dedicati rispettivamente al fenomeno, sconcertante per un occidentale, dei delitti d'onore (Un delitto d'onore); al diffondersi della xenofobia e delle aggressioni indiscriminate contro persone di nazionalità non russa (Voglio cantare contro gli skinheads); al dramma silenzioso dei reduci russi che non hanno diritto alla pensione di invalidità anche se hanno perso la vista durante un'operazione di sminamento (Soldato una tantum).

L'adolescenza e la gioventù cecena occupano un ruolo centrale: ragazzi orfani, sconvolti dalla guerra, esposti agli abusi, ma che cercano di rimettersi in piedi e riprendersi la vita che la violenza della guerra ha loro sottratto, appoggiandosi ora alla religione ora alla ricostruzione - pur con tutti i limiti ideologici e di autonomia di pensiero che questo comporta.

L'asprezza dei fatti non è addolcita, nulla di quanto possa risultare inaccettabile, sgradevole o spiacevole viene smussato, dal momento che lo scopo non è soltanto suscitare empatia o pietà, ma mostrare al lettore la realtà nuda e cruda. La scelta della forma narrativa - quella della raccolta di storie - aiuta a rendere più digeribile un libro che in realtà è un'analisi appassionata ma contemporaneamente lucida e spietata, di non facile assimilazione, ma che vale la pena leggere.

Il bambino dal cuore di lupo. Storie dall'inferno della Cecenia in guerra
Autore: Åsne Seierstad
Prezzo: € 18,00
Rizzoli editore, 2008, 329 pagine

Recensioni
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