Nicole Corritore 16 ottobre 2014
Brankica Stanković, foto IWMF.jpg

E’ la giornalista Brankica Stanković di Tv B92 la vincitrice nella categoria pricipale del Premio Seemo-Cei per alti meriti nel giornalismo investigativo. Tre giornaliste bosniache hanno ricevuto il premio della categoria giovani. Le premiazioni si terranno a Skopje durante il South East Europe Media Forum del 16-18 ottobre

La CEI – Central European Initiative (CEI) e South East Europe Media Organisation (SEEMO), in partnership con la fondazione tedesca Konrad-Adenauer-Stiftung (KAS), hanno annunciato lo scorso 1° ottobre i vincitori del Premio "Cei Seemo per alti meriti nel giornalismo investigativo 2014".

Il premio principale, nella categoria "giornalisti professionisti" è stato vinto dalla giornalista serba Brankica Stanković, mentre per la sezione "giovani giornalisti professionisti" sono state selezionate tre giornaliste bosniache del Center for Investigative Reporting  (CIN) di Sarajevo: Sadeta Fišić, Jovana Kljajić e Maida Salkanović.

Brankica Stanković, come cita il comunicato ufficiale "è stata premiata per i suoi successi professionali e per il grande impegno investito nel giornalismo investigativo, intrapreso con grandi sforzi e in condizioni personali molti difficili". Nata a Belgrado nel 1975, Stanković è giornalista dell'emittente TV B92 ed è autrice della trasmissione di giornalismo investigativo "Insajder" dal 2004. Ha realizzato numerose inchieste su casi scottanti legati ai recenti sviluppi socio-economici in Serbia, svelando crimini, casi di corruzione, commistioni tra mafia, politica e business. Dopo aver ricevuto numerose minacce di morte per la sua attività giornalistica, da dicembre 2009 vive sotto scorta.

"Sabato 5 dicembre 2009. Da oggi la sua vita non sarà più la stessa. Noi siamo qui per lei e in futuro ci occuperemo della sua sicurezza, perché la sua vita è in pericolo, mi aveva informato un poliziotto all'incontro presso la sede della Polizia di Stato" è la frase con cui Stanković inizia il libro autobiografico "Insajder: Moja priča" (Insider: La mia storia), pubblicato da TV B92 l'anno scorso e al quale di recente è stato dedicato uno speciale Tv. Nonostante le minacce di morte, Brankica Stanković continua nel suo lavoro di giornalista investigativa.

Sadeta Fišić, Jovana Kljajić e Maida Salkanović del CIN sono state premiate per il loro impegno di giornaliste investigative su un tema molto sensibile: i minori dati in affido familiare che subiscono maltrattamenti, violenze fisiche e stupro, oppure vengono obbligati a lavori pesanti. Sadeta Fišić è nata nel 1988 a Konjic, Jovana Kljajić (1991) a Mrkonjić Grad e Maida Salkanović (1991) a Tuzla.

Alla pubblicazione, nell'aprile scorso, del loro reportage "Visoka cijena Krova nad glavom" (L'Alto prezzo di un tetto sulla testa) che riporta con estrema precisione e prove inconfutabili casi di maltrattamento, si è sollevato grande scalpore nell'opinione pubblica e le giornaliste sono state oggetto di minacce. "Ma tutt'e tre hanno continuato nel loro lavoro d'indagine, influendo anche sul processo di riforma legislativa in Federazione croato-musulmana nel settore dell'affidamento familiare", si legge nel comunicato di Seemo dedicato al premio.

Una menzione speciale è stata assegnata alla reporter ucraina Anna Babinets, coordinatrice e giornalista dell'Agency of investigative journalism - Slidstvo, per la quale ha realizzato indagini sulla corruzione in Ucraina. In particolare, come citato nel comunicato del premio, "per il coraggio dimostrato da Babinets durante le violente proteste di Euromaidan a Kiev, dove ha lavorato in prima linea per la Hromadske TV".

Brankica Stanković e il team del CIN riceveranno i loro premi (4.000 euro e 1.000 euro, rispettivamente) durante il South East Europe Media Forum (SEEMF) che si tiene il 16-17 ottobre a Skopje, in Macedonia.

 

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