Home / Dossier / Dossier / Commissione italo-slovena: per una storia condivisa

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a quanto pare l'ignoranza di quei fatti continua a dilagare. Addirittura riaffiorano i nazionalisti fascisti che purtroppo ancora oggi giustificano e minimizzano le loro atrocità compiute. Per la cronaca, solo l'Istria ha pagato con 16000 morti nella lotta all'oppressione fascista. E neppure le più propagandistiche cifre al rialzo degli infoibati si avvicinano a tale numero. Vergogna

Osservazione retorica

C'è la domanda retorica e ci può anche essere l'osservazione retorica. In buona sostanza si equivalgono.
Chi non ha interesse che tale documento abbia molta diffusione?
A parer mio c'è una simmetria di punti di vista.
La destra, che fa promesse a vuoto agli esuli istriani, insiste molto sull'esodo e sulle foibe. A parte il fatto che la questione delle foibe non è così semplice da risolvere, perché anche se è vero che molti istriani furono infoibati dai comunisti, non si può escludere che di tale sistema di giustizia sommaria si sia fatto uso da parte dei nazisti e dei fascisti.
Inoltre la destra, nonostante quello che affermano i vertici, non vuole ammettere le persecuzioni e le atrocità commesse dagli italiani dal 1918 al 1945.
Ho scritto "dal 1918", perché, almeno qui a Trieste, non si aspettò l'avvento del fascismo per iniziare una campagna repressiva antislava.
Il gen. Petiti di Roretto, governatore militare italiano, avvalendosi della legislazione austriaca, cambiava i cognomi.
Il vescovo Angelo Bartolomasi, già Ordinario militare, doveva difendere sacerdoti e laici sloveni e croati, che venivano malmenati da nazionalisti italiani. Ci fu un esposto del vescovo alla Santa Sede e ci fu pure una discussione in Parlamento.
Tutto questo prima del fascismo.
D'altro canto la sinistra non vuole ammettere la connivenza con Tito per la perdita italiana della Venezia Giulia. Connivenza che cominciò già nell'ottobre 1944, quando il partito comunista della Venezia Giulia si

I rapporti

I rapporti Jugo - sloveni sono stati ratificati a Osimo!
E chiaro che le froniere ex Jugo-amministrative, vanno strette alla Slovenia. particolarmente quelle della costa. Percio' cerca di "ammiccarsi" alla CE.
Sai che vi dico facciamo una autonoma "Istria, regione in Europa" con tutte le parti insieme; iatliana, slovena, croata!

Per Manlio

Manlio, che stai a dì?
Nun se capisce un tubo!
Quell'Enzo sarei io?
Boh!
Un consiglio: per far elevare un attimino il livello del dialogo, cerca di esporre le tue argomentazioni con sufficiente chiarezza, precisione ed in modo esaustivo (compatibilmente con la natura del mezzo: messaggio).

Ma quale storia condivisa!

Purtroppo da parte slovena (ma anche e soprattutto da parte croata) si continua con il consueto leit motiv delle colpe storiche del fascismo, che avrebbero originato le tragedie che si sono consumate poi sul confine orientale d'Italia. Nessun storico che si rispetti pone in discussione queste colpe e le conseguenze relative (ricordiamoci l'adagio: causa causae est causa causati), ma con altrettanto forza deve essere ribadito che la tragedia che si è abbattuta su queste terre martoriate ha fatto molte più vittime (in tutti i sensi: atrocità di ogni tipo, soprusi, esodo) tra la popolazione italiana che tra quella slovena e croata. E' troppo comodo imputare sic et simpliciter il dramma degli italiani (e degli slavi antititini o comunque fedeli all'Italia) al fascismo: una correlazione causale deve comunque rispettare i canoni di logica e di ragionevolezza. Si può capire la reazione impulsiva alle nefandezze fasciste, ma non la persecuzione crudele e sanguinosa di popolazioni innocenti (soprattutto a guerra conclusa). Non c'è proporzionalità con le offese ricevute e l'infierire a freddo contro degli innocenti è una cosa vile e barbara.

Capua è nostra!

E' come il caso di bellissimi documentari prodotti sulla Ex-jugoslavia. Come si fa a vederli? Visto il tenere di certi interventi sarebbe bello se queste cose venissero pubblicate da OB. (in alternativa non resta che attendere un blog di Enzo, con l'esposizione dettagliata delle sue informazioni e delle sue teorie). La fame di sapere è tanta che in mancanza d'altro mi acconterei. I libri misti sono interessanti ma mi chiedo quale diffusione potrebbero avere. (Per Trieste, per le Venezie o per l'Italia intera?) Sulla falsariga di questo principio i lucani preferirebbero forse un testo misto italo-greco, i sardi uno sardo-ispanico, per i piemontesi: testo unico savoiardo. Non parliamo di quante voci dovrebbero descivere la storia della Sicilia. Ai romani non resterebbe che ripensare alle infamie commesse verso noi poveri etruschi.

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