I riferimenti legislativi, i regolamenti europei, le riforme

08/06/2011 -  Matteo Vittuari

Il punto di riferimento per tutti i Paesi è il regolamento CE 834/2007 (cui è seguito il regolamento CE 889/2008 recante le modalità di applicazione), che, a partire dal gennaio 2009, ha abrogato il precedente 2092/91 avviando un tentativo di semplificazione della materia sia per i produttori agricoli sia per i consumatori. Con il nuovo regolamento possono avvalersi del marchio bio soltanto i prodotti alimentari che contengono almeno il 95% di ingredienti certificati, mentre per i prodotti non etichettabili come biologici sarà possibile indicare l’eventuale presenza, nella composizione, di ingredienti certificati. Semplificazioni a parte, resta invariato l’elenco delle sostanze autorizzate e viene confermato il divieto di utilizzare organismi geneticamente modificati.

In ambito regionale il solo Paese ancora privo di una legislazione nazionale è la Bosnia Erzegovina, caratterizzata da una situazione frammentata: in Republika Srpska esiste una legge, ma non armonizzata con il regolamento CE 834/2007, mentre in Federazione esiste soltanto una proposta di legge da tempo ferma al vaglio del parlamento. Gli altri Paesi sono riusciti a dotarsi di un quadro legislativo di riferimento, anche se soprattutto in Kosovo la piena applicazione è ancora lontana.

Quadri legislativi deboli o solo parzialmente implementati si riflettono anche sulle norme relative all’etichettatura: aspetto centrale per garantire ai consumatori piena informazione, chiarezza e trasparenza. A livello regionale la situazione si presenta estremamente diversificata: Croazia, Macedonia e Serbia si sono dotate di un logo nazionale; in Albania, Bosnia Erzegovina e Montenegro viene utilizzato il logo degli enti di certificazione locale (Albinspekt, Organska Kontrola, Monteorganica), spesso affiancato da riconoscimenti internazionali; in Kosovo la mancanza di un logo nazionale e di un ente di certificazione riconosciuto vengono parzialmente compensate dalla presenza sul territorio di Albinspekt.

La situazione è abbastanza simile per quanto riguarda l’elaborazione di una strategia di settore, con la Bosnia Erzegovina sempre caratterizzata da una forte debolezza istituzionale, aggravata dalle difficoltà di coordinamento tra le due Entità. Complessivamente la formalizzazione di piani di azione dedicati (come in Croazia, Macedonia e Serbia) e la conquista di un ruolo importante nella programmazione per lo sviluppo agricolo (come in Montenegro) hanno permesso al biologico di ritagliarsi uno spazio crescente che ha portato all’identificazione delle prime misure finalizzate allo sviluppo del settore. Si tratta di sussidi estremamente limitati, sia in termini assoluti sia relativamente al budget agricolo nazionale, che però possono essere significativi nel creare le basi per il rafforzamento del dialogo tra istituzioni, operatori e soggetti interessati.

All’interno dei rispettivi ministeri dell’agricoltura, responsabili della regolamentazione e del governo di settore, stanno inoltre (lentamente) crescendo le unità di personale specializzato e incaricate di seguire il biologico. L’intervento pubblico è inoltre estremamente importante se si considera che il mercato locale, con l’eccezione della Croazia, continua a stentare sia per il basso potere di acquisto dei consumatori, sia per la mancanza di canali di distribuzione efficienti.

 

Tabella 12. Quadro legislativo e istituzionale

  Albania Bosnia Erzegovina Croazia Kosovo Macedonia Montenegro Serbia
Legislazione nazionale sul biologico 2004 In RS (2004), in discussione in FBiH 2001 2007 (in revisione) 2004 (revisione 2009) 2004 (in revisione) 2006 (revisione 2010)
Applicazione Sì (non piena) Non piena in RS, No in FBiH Parziale
Armonizzazione Reg. (CE) n° 834/2007 In revisione No In revisione
Strategia di settore Parte SSA* (non prioritatia) No Parte SSA* (non prioritatia) Parte SSA*
Logo No (logo di Albinspek) No (logo di Organska Kontrola) No No (logo di Monteorganica)
Sussidi specifici Minimi Minimi Minimi Minimi Sì, in crescita
Enti di certificazione riconosciuti dalle autorità locali 3 1 6 - 2 1 8
Mercato locale Limitato Limitato In espansione Non esistente Limitato Limitato In lenta espansione
*SSA: Strategia di sviluppo agricolo

Fonte: elaborazione dell’autore su interviste e pubblicazioni ufficiali di ministeri e amministrazioni pubbliche

 

Accanto alle autorità competenti in materia, un ruolo importante per la governance di settore è esercitato dalle associazioni di categoria e da altre organizzazioni informali legate sia al settore agricolo in generale, sia in modo specifico al biologico. L’associazionismo di settore presenta una struttura più complessa in Croazia e Serbia, dove è attivo un numero maggiore di attori, e una struttura meno articolata negli altri Paesi, dove molte associazioni legate al biologico sono nate a seguito di progetti o relazioni internazionali.

 

Tabella 13. Principali associazioni e organizzazioni di settore

Albania
Organic Agriculture Association www.organic.org.al
Bosnia Erzegovina
Beta -
Eco-Line www.ecoline.ba
Lir www.lir.ba
Organsko www.organskofbih.ba
Croazia
Ecologica www.ecologica.hr
Eko Liburnia www.eko-liburnia.hr
Ziva Zemlja www.ziva-zemlja.hr
Rustica www.biopa.hr
Biopa www.rustica.hr
Macedonia
Biosan -
Montenegro
Production of Organic Food www.organicmontenegro.com
Kosovo
Organic Agriculture Association Kosovo -
Serbia
Serbia Organica http://serbiaorganica.org
Green Network of Vojvodina www.zelenamreza.org
Terras www.terras.org.rs
Association of Biodinamic Production www.biodinamika.org
Natura Balkanika www.balkanika-crd.org
Fund Organic Serbia www.organskasrbija.org.rs

Fonte: elaborazione dell’autore