24 giugno 2008

Fare servizio civile nell'ambito del dialogo interetnico e della cittadinanza attiva. Questo il progetto proposto nell'area di Prijedor e Pec/Peja, dalla Provincia autonoma di Trento a giovani italiani. Scadenza bando, 7 luglio 2008

Fonte: Provincia autonoma di Trento

Il servizio civile volontario, in base a progetti elaborati da enti e organizzazioni iscritti all'apposito Albo, prevedono il coinvolgimento di giovani cittadini italiani di età compresa tra i 18 e i 28 anni. I progetti si realizzano in diversi settori (assistenza, protezione civile, educazione e promozione culturale, etc) e prevedono anche il servizio civile all'estero. Tali progetti vengono periodicamente resi pubblici e i giovani interessati a parteciparvi individuano il progetto di loro interesse e dopo la propria cadidatura diretta all'ente/organizzazione proponente veien chiamato al colloquio con il responsabile di progetto. Dopodiché viene stilata una graduatoria per la copertura dei posti disponibili.

Nel primo bando ordinario 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 6 giugno 2008 rientra il progetto presentato dalla Provincia Autonoma di Trento e denominato "Progetto Balcani: dialogo interetnico e cittadinanza attiva attraverso la cooperazione tra comunità". Il progetto si svilupperà nell'area dei Balcani in due regioni distinte: la municipalità di Peja/Pec in Kosovo e la municipalità di Prijedor in Bosnia Erzegovina.

La Provincia autonoma di Trento (PAT) è presente in queste due aree da molti anni, dal 1996 in Bosnia Erzegovina e dal 1999 in Kosovo, con programmi di cooperazione decentrata promossi rispettivamente dal Tavolo Trentino con il Kosovo (TCK) e dall'Associazione Progetto Prijedor (APP), che operano con modalità analoghe in contesti che pur nelle differenze stanno o hanno sperimentato percorsi simili fra loro: zone che hanno vissuto il conflitto balcanico degli anni '90 con forti distruzioni ed un elevato numero di vittime, pulizia etnica, una situazione economica difficile per gran parte della popolazione a fronte di dinamiche di arricchimento per le oligarchie locali, per quanto riguarda il Kosovo massicci aiuti internazionali concentrati nel periodo subito dopo la guerra che hanno generato forme perverse di insostenibilità, forte instabilità politica. E insieme percorsi di cooperazione che hanno spaziato dall'emergenza allo sviluppo locale, dalla rinascita sociale alla creazione di condizioni favorevoli al processo di ritorno dei profughi (avvenuto nelle due aree in forme più o meno consistenti), dalla diffusione della cultura della pace alla più complessa attività di elaborazione e trasformazione conflitto.

Due aree nei Balcani ancora critiche per la mancanza di status e il processo verso l'indipendenza in Kossovo, una cornice costituzionale che non garantisce la governabilità e le spinte centrifughe da parte di una delle due entità in Bosnia Erzegovina.

Il Tavolo Trentino con il Kosovo, nato immediatamente dopo la guerra in Serbia e in Kosovo nel 1999 su iniziativa di alcune associazioni trentine e della PAT, è una piattaforma provinciale di cooperazione decentrata, coordinata dall'Associazione consortile Trentino con il Kosovo (TcK).

Il TCK è luogo permanente di confronto e coordinamento di soggetti pubblici e privati trentini che dapprima nell'emergenza e poi sempre più nella relazione di comunità si sono impegnati a contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni kosovare a prescindere dalla loro nazionalità, credo religioso, etnia. Così, dopo la fase di emergenza, il Tavolo ha elaborato e realizzato una serie di interventi che rispondevano a bisogni immediati e medio termine in ambito sociale e culturale, giovanile, sviluppo sostenibile economico; una specifica attenzione è stata dedicata alla dimensione dell'elaborazione e trasformazione del conflitto e della democrazia locale, sia attraverso progetti ad hoc, sia in modo trasversale.

Il TCK e l'Associazione Trentino con il Kosovo che da gennaio 2007 ne cura il coordinamento, elabora e realizza un programma organico di interventi nella municipalità di Pec/Peja, secondo la logica dello sviluppo endogeno ed integrato, e della partecipazione dei soggetti e delle risorse locali kosovari, oltre che del coinvolgimento di soggetti istituzionali, attori della società civile e dell'economia trentina, cercando di innescare anche rapporti significativi e duraturi tra soggetti omologhi in Trentino ed in Kosovo.

L'Associazione Progetto Prijedor (APP) è costituita da 22 Comuni ed enti locali del Trentino (tra cui il Comune di Trento), associazioni e soci singoli. Nasce nel 1997 sulla base di azioni di aiuto umanitario iniziate a Prijedor nel 1996 in un contesto di guerra appena terminata, e da allora promuove relazioni di cooperazione di comunità tra il Trentino e la municipalità di Prijedor, anche attraverso il sostegno della PAT. Nel 2000 l'APP ha promosso a Prijedor la creazione della Agenzia della Democrazia Locale (istituto voluto dal Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d'Europa), attraverso un accordo di partenariato che da allora lega l'Associazione Progetto Prijedor con la municipalità di Prijedor e altri territori europei.

Dal 1996 ad oggi sono ormai numerosi i progetti realizzati che hanno investito l'insieme della vita sociale, economica, culturale della comunità di Prijedor. Le istituzioni locali, le scuole, le istituzioni culturali, le associazioni , i parchi naturali, i musei, le gallerie d'arte, i centri giovani continuano a lavorare in stretto partenariato con le controparti trentine attraverso l'Agenzia della Democrazia Locale e l'Associazione Progetto Prijedor nel pieno rispetto della loro identità, del pluralismo e dei valori della pace, della giustizia sociale e della convivenza.

L'impegno richiesto ai giovani candidati per il servizio civile è di 12 mesi e non ripetibile, per un minimo di 1400 ore annune di servizio dietro un compenso economico mensile compreso di contributi previdenziali.

Per ulteriori informazioni e per candidarsi al servizio civile in queste due zone dei Balcani (in scadenza alle ore 14.00 del 7 luglio 2008):
Provincia autonoma di Trento
Ufficio Servizio Civile
tel.: 0461 493100
e-mail:uff.serviziocivile@provincia.tn.it
oppure:
Progetto Prijedor
tel.: 0461 233839
e-mail:progetto.prijedor@libero.it
www.trentinosolidarieta.it

Testo integrale del "Progetto Balcani: dialogo interetnico e cittadinanza attiva attraverso la cooperazione tra comunità", testo del bando e altre informazioni sono reperibili sul sito dedicato dalla Provincia autonoma di Trento al Servizio Civile Nazionale.