Articoli di Paolo Martino
San Lazzaro il perseguitato
"Tutti parlano della Siria, ma nessuno fa niente. Possibile che il mondo intero, vedendo le frustate che riceviamo, si sia messo a contarle invece che fermarle?", Ibrahim ha vent'anni, vive a Damasco e vuole una Siria diversa. L'ultima puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut", un intenso viaggio alla scoperta della diaspora armena mediorientale
Turista a Damasco
Damasco. Quando l'autore ci arriva, nel dicembre del 2011, la rivolta contro Bashar Al Assad dura da dieci mesi. In città, sotto lo sguardo onnipresente del dittatore tutto sembra tranquillo, ma al tempo stesso assente e precario. Anche per la storica comunità armena, di nuovo preda del suo destino di cronica insicurezza. Tredicesima puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut"
E' Vartuhi, tua sorella
"Nel tempo i paesi in cui viviamo, il Libano, la Siria, la Giordania, l'Iraq sono diventati casa nostra. L'arabo è diventata la nostra lingua. Il pane azzimo è diventato il nostro cibo. Ma noi, non lo dimentichiamo mai, apparteniamo a un'altra storia". Nella dodicesima puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut" Paolo Martino ritorna tra gli armeni del Libano
I tramonti e il tipografo d'Amman
Amman è la capitale di un paese in bilico tra la fedeltà a una monarchia filo occidentale e l'onda d'urto della Primavera araba. Una comunità di tremila armeni, piccolo astro nel firmamento della diaspora, vive e sopravvive alle contraddizioni del Medioriente. L'undicesima puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut"
Gli armeni di Musa Dagh
Un armeno, un siriano e un turco giocano a carte nell'unica locanda del paese. I tre animano una sala vuota con battute rituali e col vapore dei loro caffè. Ognuna delle loro vite è sintesi di storie individuali e collettive finite male, dimenticate, come questo luogo, nella provincia turca dell'Hatay al confine con la Siria. La decima puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut"
Il macigno della verità
1915, nelle campagne intorno a Diyarbakyr armeni e curdi convivono da secoli nella miriade di villaggi dell'altopiano. Poi la caccia alle streghe lanciata da un Impero ottomano sull'orlo dell'implosione. La pulizia etnica dell'Anatolia è sistematica ma alcuni riescono a salvarsi, aiutati dalla fortuna o dai vicini di casa. La nona puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut"
Van e Tamara, un unico destino
Una città simbolo della resistenza armena. Rasa al suolo due volte, prima dalle truppe ottomane e poi dal terribile terremoto dell'autunno scorso, Van sembra condividere il destino con la bellissima Tamara, figura leggendaria, scomparsa negli abissi del lago su cui si affaccia. L'ottava puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut"
Sarkan il custode
Quando uno stato si fonda su un mito, quel mito dev'essere difeso a tutti i costi. Sono queste parole di un professore universitario armeno che tornano in mente a Paolo attraversando le stanze gelide del Museo del genocidio turco, a Igdir. Qui la storia diventa mito e il passato viene sconvolto. La settima puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut"
Il pascolo delle capre d'angora
Lande desolate, dove i contrafforti del Caucaso scendono a scaloni verso l'altopiano anatolico e i nomi, più che dalla storia, vengono dati dalla politica. La sesta puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut"
Il ritratto e il rapace
L'incontro con Vartuhi e con il destino che la separò dalla sorella nel 1946. Vive a Musa Dagh, in Armenia, dove un enorme falco appollaiato ricorda i combattenti armeni che nel 1915 si opposero alle truppe ottomane. La quinta puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut"
A bordo della Pobeda
Vartuhi è partita da Beirut nel 1946, per raggiungere l'Armenia sovietica a bordo della nave "Pobeda". Nella terra di Stalin, però, i sopravvissuti al genocidio hanno visto il sogno di una patria trasformarsi in incubo. In viaggio verso il Caucaso sui sentieri delle migrazioni, quarta puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut"
La nostalgia prima del ricordo
I passi lenti del professor Adakessian nei corridoi dell'università armena di Haigazian, Rafi e la sua fabbrica di scarpe nel centro di Beirut, il presente che si rifà vivo nelle foto d'epoca della Pobeda, nave russa che trasferì migliaia di armeni libanesi nell'Armenia sovietica. La terza puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut"
La lotta armata di Sarop
Guardia del corpo di Arafat, poi protagonista della lotta armata armena e infine per 10 anni in un carcere siriano. "Quando sono uscito tutto era cambiato, l'Urss non esisteva più". L'incontro, nel quartiere armeno di Beirut, con Sarop. La seconda puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut"
Benvenuto tra gli armeni del Libano
Sull'altopiano della Bekaa, in Libano, in compagnia di Hrayer, un ragazzo della comunità armena locale. Tra ortaggi, alberi da frutto e un tragico passato. La prima tappa del reportage "Dal Caucaso a Beirut"
Quando le strade non finiscono a Roma
Tutte le strade, si dice, portano a Roma. Anche quella di Mussa Khan e di migliaia di muhajirin afghani per cui l'Italia è soltanto una tappa della tormentata ricerca di una vita migliore. Qui, tra i cantieri che costeggiano la Stazione Ostiense, si interrompe il racconto di un viaggio che non ha fine
La roulette dell'asilo
Ancona, Italia. Ecco l'"Europa" sognata da Mussa Khan. Anche qui, però, ad accogliere i muhajirin reti metalliche e procedure che rendono la richiesta di asilo una prospettiva sfuggente e lontana
Destinazione Europa
A Igoumenitsa i muhajirin sognano l'Europa. Non importa che ci siano già, per loro quella che conta comincia al di là dell'Adriatico. Qui anche Mussa Khan, come molti prima di lui, tenta le sue carte con la sorte
I ragazzi delle reti
Patrasso. Insieme a migranti di mezzo mondo, anche i muhajirin aspettano il momento buono per scavalcare le reti che delimitano il porto, in un surreale e pericoloso gioco a rimpiattino con la polizia. La posta, però, è alta: una nave verso l'Italia e il sogno chiamato "Europa"
L'altro lato dell'acropoli
Atene. Il luogo di nascita della democrazia, cela un lato oscuro e doloroso. Sono le strade e le piazze in cui i muhajirin vivono nell'illegalità, in attesa di un futuro che non arriva. Un buco nero che inghiotte vite e destini e in cui Mussa Khan sembra essersi perduto
Grecia povera, povera Grecia
Vittime di conflitti che non li riguardano. Come quello annoso tra Grecia e Turchia, che ha lasciato un'eredità mortale di mine lungo il confine dell'Evros. Ma anche una volta arrivati nella sospirata terra ellenica, i muhajirin trovano un paese in piena crisi economica, sempre meno disposto ad offrire loro protezione ed asilo
























